La vera vocazione del catechista parrocchiale

La vera vocazione del catechista parrocchiale

Nel recente video messaggio di quest’anno per il Congresso Internazionale sulla Catechesi, organizzato dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, Papa Francesco ha parlato di nuovo del catechista. Ha insistito nel sottolineare che il catechista non deve “fare” il catechista ma deve “essere” catechista, ossia, il catechista non deve fare un mestiere ma testimoniare la propria vocazione cristiana con la vita. Di conseguenza, il catechista non deve assumere il ruolo di un insegnante che fa la sua lezione di dottrina cristiana,

Un ministero intriso di Terra Santa

Un ministero intriso di Terra Santa

Il mio ministero episcopale, in qualche modo, è stato incorniciato dal pellegrinaggio in Terra Santa. Infatti, immediatamente prima di venire a essere ordinato vescovo nella Cattedrale di Oristano, ho trascorso una settimana a Gerusalemme, per pregare e riflettere sulla natura e la missione dei successori degli Apostoli. Ero ospite della Nunziatura Apostolica, senza la tradizionale guida d’un direttore di esercizi spirituali. Ho avuto la fortuna e l’opportunità di celebrare l’Eucaristia, la mattina presto, sia nel Santo Sepolcro a Gerusalemme che nella Grotta della Natività

San Gregorio Magno li considerava la sua famiglia

San Gregorio Magno li considerava la sua famiglia

 

Oggi si parla comunemente delle vecchie e nuove povertà, senza specificare quali sono le vecchie e quali sono le nuove. Non è la stessa cosa, infatti, parlare della povertà di un marito abbandonato dalla moglie e costretto a dormire in macchina; di un profugo che vaga per le strade di una città senza meta e senza soldi; di una famiglia di quattro e più figli in cui il padre è disoccupato e la madre casalinga non ha alcuno stipendio. Di per sé, non è facile neppure definire chi sia il povero e se, per esempio, la povertà materiale sia più brutta della povertà morale.

Il Papa disegna il ruolo del Vescovo

Il Papa disegna il ruolo del Vescovo

Nel discorso che il Papa ha rivolto ai 74 presuli provenienti da 34 nazioni di quattro continenti ha abbozzato tre tratti essenziali delVescovo: uomo di preghiera, uomo dell’annuncio, uomo di comunione. Allo stesso tempo, però, ha ribadito un secco no al clericalismo. “Dire no all’abuso – sia di potere, di coscienza, qualsiasi abuso - significa dire con forza no a qualsiasi forma di clericalismo”. Il clericalismo “genera una scissione nel corpo ecclesiale che fomenta e aiuta a perpetuare molti mali che oggi denunciamo”.

Messaggio agli studenti per l’anno scolastico 2018-2019

Messaggio agli studenti per l’anno scolastico 2018-2019

Cari studenti,
Sicuramente, tutti voi avete una nuova agenda o un nuovo diario per l’anno scolastico che sta per cominciare. Provate, allora, a segnarvi le parole che trovate più belle e più interessanti per il prossimo anno. Ognuno di voi avrà senz’altro da registrare progetti, speranze, sogni. Io mi permetto di suggerirvi di scrivere questa parola: felicità. La felicità non può essere un materia di scuola. E’ un’aspirazione di ogni uomo e di ogni donna e consiste nell’essere contenti di quello che si ha. Mi permetto di

S.E. Monsignor Ignazio Sanna
Arcivescovo Emerito di Oristano

Presidente della Pontificia Accademia di Teologia

Via degli Estensi, 133 - 00164 Roma
E-mail: arcivescovosanna@gmail.com
Tel: 06.66151377